Fender: oltre l’universo Telecaster e Stratocaster

Di Miguel Ángel Ariza

Forse stiamo parlando del marchio di chitarre e di strumenti musicali più famoso della storia ed è abbastanza noioso che nella cultura popolare e il mondo dei chitarristi, anche quello professionale, solo due dei suoi modelli siano quelli che più spesso ritroviamo in spot pubblicitari, film, sale prova di quartiere o nei concerti più affollati. Così, oggi, vogliamo parlare dell'universo Fender oltre la Stratocaster e la Telecaster.  

In realtà vogliamo concentrarci, come abbiamo fatto qualche giorno fa con Gibson, sui alcuni dei modelli più abbordabili. Vi lasciamo in compagnia di altre quattro Fender che sono rimaste un po’ nell'ombra dei due modelli iconici del brand.    

Fender Duo di Sonic
 

Leo Fender
provò a mescolare in questo modello i due preziosi disegni precedenti, quello della Telecaster e della Stratocaster. In un corpo simile a quello della Strato, anche se di poco inferiore e con una scala più piccola (talvolta indicata come una scala ¾) aggiunse due singlecoil come nella Telecaster. La semplicità e la scala ridotta su una chitarra che originariamente fu progettata per ridurne il peso e le dimensioni (forse pensando ad acquirenti più giovani), ma che spesso è stata la scelta di una serie di artisti del calibro di John Frusciante, David Byrne o Liz Phair.
 

 

Fender Mustang
 

La Mustang nasce con lo stesso disegno della Duo Sonic, cui si aggiunge un tremolo e, soprattutto, un selettore per attivare i pickup sia in fase che fuori fase e così fornire a questa chitarra uno spettro di toni molto più ampio. Per mantenere il prezzo sui 500€, come nel caso della Mustang che mostriamo qui sotto, la marca ha tralasciato alcuni dettagli del passato: praticamente, l’unica differenza con la Duo Sonic è la coppia di pick up e un unico selettore a tre posizioni al posto di quello del modello originale degli anni ’60 che abbiamo accennato.  

 

Fender Jazzmaster
 

Concepita originariamente come una versione superiore della Stratocaster, la Jazzmaster si univa al la festa nel 1958 e portò con sé alcune nuove funzioni... non tutte molto apprezzate, in verità. Forse la cosa più importante di questa chitarra sono i due circuiti indipendenti, 'lead' e 'rhythm', che permettono di cambiarne molto rapidamente e drasticamente il suono (pensato per passare da un tono di accompagnamento a uno per gli assoli). In più, la sua scala lunga e un tremolo, la convertirono in uno degli strumenti favoriti dai musicisti rock e più specificamente dai chitarristi surf dei primi anni ‘60…e pensare che fu concepita per affascinare i chitarristi di jazz! Infine, bisogna aggiungere che, come si può vedere nell’immagine del modello che vi mostriamo qui sotto, anche se i pickup sembrano dei P-90 non lo sono. Questa versione monta due pickup single coil American Vintage 65.  

 

Fender Jaguar
 

Molto simile nel design alla Jazzmaster, ma con una scala inferiore e con un suono simile a quello che ci aspettiamo da una Fender. Se i potenziometri e lo speciale avvolgimento dei pickup della Jazzmaster avvicinarono il suono ai P-90 rendendolo più ‘grosso’ rispetto a quello di un single coil Fender, con la Jaguar unirono il suono di sempre al disegno tanto acclamato della Jazzmaster. Nel corso della storia, abbiamo visto molti artisti scegliere questo modello per deliziarci con la loro musica. Parliamo di persone come Kurt Cobain o Johnny Marr che, è bene sottolinearlo, della musica surf hanno ben poco.
 



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